AE, in collaborazione con le scuole e con gli Enti che ne fanno richiesta organizza uscite

didattico-ricreative in ambiente

 

Potete richiedere informazioni utilizzando il modulo dedicato (accedi da qui) o chiamandoci direttamente al 327 9051925

Lo scopo principale delle uscite si accentra su precise tracce di sensibilizzazione e consapevolezza dell’importanza degli ecosistemi per una evoluzione naturale che includa, benessere e sviluppo per le forme viventi del Pianeta.

 

L’uomo tende ad osservare il mondo da un unico punto di vista: il suo. AE non cerca di spostare opinioni o preconcetti ma tenta di offrire strumenti di lettura dell’ambiente che inducano criticamente a valutare punti di vista più ampi, che includano le relazioni tra gli organismi viventi e l’ecosistema nel quale sono inseriti. Chiunque comprende facilmente che mangiare cibo avariato non porta benessere; non altrettanto immediato risulta comprendere che avvelenare alcuni insetti porterà alla scomparsa di alcune piante che a loro volta influenzeranno l’equilibrio della vita animale che, a cascata, facilmente produrrà effetti negativi sulla alimentazione/salute dell’uomo. Questo non per mancanza di “intelligenza” ma per perdita di “esperienza”.

 

Non viviamo più a stretto contatto con la natura e i suoi equilibri, viviamo una parte di vita “sintetica” gestita dalla tecnologia e dalle produzioni intensive (animali e vegetali), con pochissimo riguardo al valore Paesaggistico (provate a rispondere sinceramente: è mediamente più attraente un parco giochi ultratecnologico o una gita in un Parco Naturale?). Da questo stile di vita è difficile cogliere spunti di riflessione sul benessere insito nel mantenere un giusto equilibrio tra sviluppo e Natura…

…però, se si sperimenta e si confronta, se si riflette aprendo un dialogo sul valore Primario dell’Ambiente per le forme viventi, allora si comincia ad osservare con nuovi punti di vista sia le “richieste” ecologiche che vengono ormai imposte ad ogni società consumistica (dai rifiuti, all’utilizzo dell’acqua, ai vari inquinamenti ambientali) sia le “istanze ambientiste” che giungono quotidianamente con toni più o meno allarmistici da tutto il mondo. Conoscere è fondamentale per scegliere consapevolmente!

 

Ecco perché AE non si ferma ai soli incontri didattico-informativi ma propone di “toccare con mano” divertendosi gli ambienti naturali da cui tutti i nostri discorsi traggono fondamento. Ovviamente noi preferiamo immergerci nel nostro territorio per facilitare un collegamento diretto con le esperienze quotidiane, invitiamo comunque se possibile (e nelle nostre uscite viene spesso indicato) a visitare biotopi ed ecosistemi diversi anche in altre aree del Mondo; ciò rafforza la comprensione del complesso concetto di Biodiversità.

 

 

ALCUNI ESEMPI DI USCITE:

 

BOSCHI E FORESTE

Pian del Cansiglio: (tutto l’anno)

 

Incantevole altopiano delle Prealpi Carniche che domina la pianura veneto-friulana, posto a cavallo tra le province di Treviso, Belluno e Pordenone. Ambiente ideale per uscite giornaliere vi si possono facilmente inserire elementi di Educazione Ambientale con declinazioni che spaziano dall’ecologia forestale ai biotopi umidi o d’importanza faunistica, particolari ancora gli ambienti geomorfologici e la caratteristica conca con quota minima di 898 m, circondata da rilievi di altezza media di 1300 m, che dà origine al suggestivo fenomeno dell’inversione termica. Nel periodo autunnale da metà settembre a ottobre si ascolta con facilità il bramito del cervo. Con i suoi 5800 ettari la Foresta del Cansiglio, che fu per secoli il "bosco da reme di San Marco", riserva di legname per i cantieri della flotta di Venezia, è ancora oggi la seconda foresta demaniale italiana. Tutta la zona è un paradiso naturale per l'escursionismo essendo ricca di sentieri ben curati e segnalati. Infine non guasta ricordare che nel territorio della Foresta del Cansiglio la caccia è vietata e quindi si possono ammirare molte specie animali: il capriolo e il daino sono presenti ovunque, mentre il cervo si trova prevalentemente a nord; tra i mammiferi rari, nella foresta vivono esemplari di lince (è passato e forse continua a passere anche l’orso bruno), martore, faine, donnole e volpi. Tra gli uccelli molti sono i rapaci: poiana, gheppio, astore, sparviero, allocco, il raro gufo reale e occasionalmente l'aquila reale. Nella stagione migratoria si possono avvistare cicogne e germani reali. E a tutela del patrimonio genetico e boschivo in generale vi sono ben sei riserve lasciate all'evoluzione naturale:

 

Riserva naturale integrale Piaie Longhe - Millifret

 

Riserva naturale biogenetica Campo di Mezzo - Pian Parrocchia

 

Riserva naturale integrale Pian de le Stele

 

Riserva naturale integrale Col Piova

 

Riserva naturale orientata Pian di Ladro - Baldassare

 

Riserva naturale orientata Croseràz - Val Bona

 

Inoltre dalla prima domenica di giugno alla terza di settembre è consigliabile visitare il Giardino Botanico

“G.G. Lorenzoni” per la particolare rappresentazione dei vari habitat alpini (compresi alcuni ormai scomparsi) e la ricca rappresentazione floristica.

 

Foresta di Cajada: (tutto l’anno)

 

Tra i biotopi notevoli del Parco Dolomiti Bellunesi la conca di Cajada spicca per la qualità e l'estensione dei suoi ambienti forestali (boschi misti di abete bianco e faggio), intercalati da radure dolcemente ondulate e da una grande conca da pascolo palustre (Palughet). Nota per la qualità e l'estensione dei suoi ambienti forestali, si distingue per la singolare ed enigmatica (relativamente alla sua origine) forma ad anfiteatro. La sua morfogenesi è complessa. Recenti studi (L.Salti, 1997) ipotizzano che la sua formazione sia da collegare ad una imponente paleofrana (più del doppio di quella del Vajont) che si staccò dalle Cime di Cajada in una fase di parziale ritiro glaciale durante l'ultima glaciazione (25.000-30.000 anni fa circa).

 

Successivamente, durante l'ultima espansione glaciale, la superficie della frana venne addolcita nei tratti morfologici da una lingua glaciale insinuata del grande ghiacciaio del Piave. Splendida, solitaria, inaspettata, incorniciata da bellissime montagne, l’antico bosco della Serenissima Repubblica di Venezia, ci offrirà visioni su alberi secolari/monumentali e scorci dolomitici che ci permetteranno di “leggere” la lenta ma inesorabile evoluzione geomorfologica delle Dolomiti. Infine, i luoghi incantevoli spesso nella tradizione popolare “incantano” realmente, e da ciò originano interessanti storie e leggende popolari.

 

 

Val Montina (ideali: maggio-giugno/settembre-ottobre)

 

La Val Montina è un’area che in parte ricade in quello che è il Demanio Regionale e per questo ora è gestita da Veneto Agricoltura. Dal 1° luglio 1994, la Azienda Regionale Foreste, ora Veneto Agricoltura, d’intesa con l’Associazione Italiana Wilderness ha istituito nell’area di sua competenza la prima area Wilderness alpina in Europa. Che cosa significa Wilderness? Wilderness è “natura allo stato selvaggio, non coltivata e non alterata dall’intervento dell’uomo”. Questo concetto si sviluppò negli Stati Uniti, a partire dalle idee di Henry David Thoreau e di John Muir (fondatore del Sierra Club) già nei primi anni dell’ottocento. La presa di coscienza dell’importanza del patrimonio naturale, il sempre più forte sfruttamento delle risorse naturali da parte dell’uomo e l’impatto esercitato dalla crescente pressione turistica nei primi grandi Parchi Nazionali, destarono alcune preoccupazioni.

 

Si svilupparono così, idee di tutela e salvaguardia che si concretizzarono nel secolo scorso in un movimento mondiale. Le “regole” dettate da questa organizzazione sono ovviamente calibrate su realtà diverse dalle nostre, ma i principi di base sono comunque validi ovunque. In Val Montina, nel passato, molte erano le attività umane, ma da molto tempo l’uomo l’ha abbandonata e la natura ha saputo ristabilire un suo equilibrio. In Val Montina si è quindi voluto dare più spazio al concetto, all’idea, alla sensazione che questa “selvaggità” ritrovata trasmette al visitatore, più che alla sua effettiva presenza; ad oggi comunque, qualsiasi attività umana nella zona è proibita. (fonte :Veneto Agricoltura)Di questa splendida valle generalmente esploriamo, con piccoli gruppi, un percorso naturalistico ad anello con quote che si aggirano sui 500/600 mt. di altitudine.

 

Il percorso impegna per qualche ora, variabile a seconda delle soste informative, ma anche nel breve tempo di una mezza giornata restano impresse sensazioni ed emozioni antiche che rafforzano i concetti base di equilibrio naturale; biodiversità ed eco-sostenibilità.

 

 

 

ZONE UMIDE

Il Parco Regionale Veneto del Delta del Po

 

Il Parco Regionale Veneto del Delta del Po (Giardino botanico litoraneo del Veneto) (da aprile a settembre) Insistono in quest’area tre diversi sentieri, il più lungo dei quali interessa anche la zona umida d’acqua salmastra. Realizzato dalla Regione Veneto nel 1990, si estende su una superficie di circa 24 ettari in un’area dichiarata Sito di Importanza Comunitaria (SIC), inserita nel Parco del Delta del Po. Scopriremo assieme le aree di “vegetazione delle sabbie incoerenti” delle “depressioni umide infradunali” e di “pineta”. Da questo ambiente particolare trarremo spunto per riflettere sull’importanza della Protezione dell’Ambiente a livello Mondiale e anche qui troveremo utile elevarci sulla visione Ecosistemica Globale partendo da “un angolo” di mondo dietro casa nostra.

Venezia e l’ambiente lagunare

 

Venezia e l’ambiente lagunare (tutto l’anno; consiglio escludere festività maggiori quali ad es. Carnevale, Redentore, Regata Storica, etc.). NB. Per le caratteristiche di lunghezza e per i contenuti proposti non consigliamo la partecipazione ai bambini, inoltre, si avvisa che per le peculiarità del percorso saranno frequenti attraversamenti di ponti quasi mai attrezzati con passerelle o ausili meccanici per carrozzine. Suggeriamo scarpe comode.

 

L’Educazione Ambientale è per definizione una “materia trasversale” e trasversale al mondo è anche il nostro capoluogo! Venezia è una città “d’acqua” con una dipendenza strettissima con l’ambiente lagunare. Un esempio tra gli unici al mondo, per i ritmi di vita, lo stile, le emergenze e l’apertura alle diverse culture che la contraddistingue. Un percorso “ambientalista” insolito che attraverso un cammino interno alla città, fatto di storia e cultura millenaria, ci avvicinerà a concetti ecologici  forestali e di sostenibilità verso pratiche antiche come la pesca o artistiche come la forgiatura di manufatti in vetro. Venezia ha accolto e accoglie ancor oggi culture di ogni parte del mondo e con esse si confronta per continuare ad esistere, sorretta dal fango e dal legno e abbracciata dall’acqua, mentre accanto a Lei è sorto uno dei più importanti siti industriali dove un tempo “c’era il Mare” (Marghera).

 

Un'uscita in ambiente antropizzato che ci permetterà di continuare il filo dei ragionamenti eco-compatibili come se fossimo in un bosco, in mezzo al mare o su di un’isola che riesce a vivere contemporaneamente in tempi pre e post-industriali.

 

 

GIARDINI E ORTI BOTANICI

Orto Botanico di Padova

 

Uno straordinario percorso, rinnovato e ampliato da poco, per avvicinarsi consapevolmente al concetto di biodiversità come ben descrive il sito ufficiale dell’Orto: “Sono circa 1.300 le specie che fanno parte del progetto espositivo del giardino della biodiversità. Vivono in ambienti omogenei per umidità e temperature, che simulano le condizioni climatiche dei biomi del pianeta: dalle aree tropicali alle zone subumide, dalle zone temperate a quelle aride.

 

La posizione delle piante all’interno di ciascun ambiente e del laghetto delle piante acquatiche rispecchia una suddivisione fitogeografica: quello de La pianta e l’ambiente è un viaggio attraverso la vegetazione della Terra (in America come in Africa e Madagascar, in Asia, nell’Europa temperata, in Oceania). E il visitatore ha l’immediata rappresentazione della ricchezza (o povertà) di biodiversità presente in ciascuna fascia climatica. Il Giardino non racconta il pianeta dal punto di vista dell’uomo, o a partire dal mondo animale, sposta invece l’attenzione sulle forme di vita vegetali. A partire dalle domande “cos’è un essere vegetale?”, “quali sono le caratteristiche che lo rendono così indispensabile per la nostra esistenza?”, emerge il ruolo svolto dalle piante nell’evoluzione umana: dai primi insediamenti in epoca preistorica ad oggi.

 

 

 

 

ESCURSIONI NEL VICENTINO

Val di Tovo -Laghi-Posina-Arsiero-Val d'Astico (tutto l'anno)

 

Una passeggiata a ritroso nel tempo, nel complesso l'escursione è facile anche se può presentare alcuni tratti infestati da rovi o col sentiero franato, ripagano però i numerosi suggerimenti storici di un ambiente non più antropizzato come un tempo ma che, proprio per questo, dimostra l'importanza di un giusto equilibrio tra utilizzo e abbandono. Passeggiata di nicchia per gli amanti del contatto intimo con la solitudine e la riflessione, un'occasione per raccontarsi sottovoce ed emozionarsi nel profondo.

 

 

Anello naturalistico del Grappa (primavera-estate)

 

Sono numerose le escursioni organizzabili nel massiccio del Grappa, Anima Ecologica, predilige gli aspetti naturalistici e didattici perciò qui evidenziamo questo anello creato dal Dipartimento per le foreste e l'economia montana, con l'aiuto dei servizi forestali lungo i sentieri e le mulattiere della sommità del monte Grappa includendo i territori delle tre province di Belluno, Treviso e Vicenza. "L'obiettivo del progetto è sensibilizzare gli escursionisti e quanti fruiscono degli itinerari, sulle principali emergenze naturalistiche e far conoscere, con l'ausilio di pannelli didattici posizionati lungo il percorso, la vegetazione e la fauna di questo territorio." (fonte http://www.montegrappa.org). Percorreremo assieme uno dei tre itinerari riferirti alle rispettive provincie sottolineando gli aspetti naturalistici ed eco-sistemici.

 

Percorso didattico-forestale della val di Nos (primavera-estate)

 

Proponiamo qui un'escursione forestale nell'altipiano di Asiago con due itinerari ad anello, completamente nel bosco, su stradine e sentieri. I sentieri sono di facile percorribilità, particolarmente adatti a famiglie con bambini, in un 'ambiente ricco di stimoli naturalistici.

Lo segnaliamo, infatti, per avvicinare i bambini e le famiglie all'ecosistema bosco senza particolari fatiche o impegno. Il primo anello, denominato "la gestione del bosco" è stato appositamente studiato per essere percorso anche dai disabili in carrozzina o con ridotta mobilità e permette comunque di immergersi nel bellissimo bosco della val di Nos.

Il secondo percorso denominato "l'ecosistema del bosco", è più articolato e presenta qualche minima salita, oltre ad essere leggermente più lungo (Fonte:magicoveneto.it)

...e tante altre escursioni organizzabili su richiesta, su temi naturalistici, geologici, etno-culturali etc....

 

 

Sono numerose le escursioni ed uscite che la nostra associazione programma durante l'anno.

Se siete interessati a conoscere le date delle escursioni o volete organizzare una uscita

scriveteci, analizzeremo la vostra richiesta e sarete contattati

dalle nostre guide.

 

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